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Roberta Alessandrini trova una "voce" ed un'intelaiatura
armonica appropriata ad ogni differente mondo espressivo. Nell'arpa, infatti, come nell'organo,
non solo la dinamica e l'agogica, anche la timbrica e le variegate luminosità delle consonanze
dipendono, in gran parte, dalle scelte espressive dell'esecutore, che può, attraverso un
gioco di armonici, suggerire mondi sonori non scritti.
La tecnica dell'Alessandrini è composita: vi trovano posto anche esuberanze di "cavata" che, in
Prokofiev, evocano certi pianini verticali. Rispetto ad altri strumenti, l'arpa è capace di
giocare con la sospensione dei suoni, il loro creare aloni dentro cui trascorrono tutti i colori
dell'iride.
La Alessandrini, in questo CD, dimostra di possedere come pochi la scienza degli armonici, senza la
quale quella ricerca di sempre più complessi ed iridescenti armonie che connota la storia dello
strumento, diventa mera retorica evocativa.
Alessandro Zignani, Musica
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La Alessandrini è una strumentista assai attenta e curata
nel dettaglio dinamico e coloristico e il CD subito si cala in un'atmosfera di suoni avvolgente e ricca
di colori, con una Rhapsodie del compositore-arpista Marcel Grandjani (...) Notevole e incisiva ci
è parsa l'interpretazione del bellissimo Impromptu op. 86 di Gabriel Fauré che si snoda come
da un canto di un corale - di una sorta di melodia di accordi - i cui sviluppi, nei momenti di
cantabilità, vengono come sommersi da un turbinio e da avvolgimenti di rapidi passaggi che quasi
condensano lo scibile delle possibilità tecniche ed espressive per l'arpa.
Non mancano le atmosfere rarefatte e più emblematiche di una scrittura contemporanea come nel brano
di Giuseppe Alessandrini (...) Prokofiev e un Respighi trascritto da Grandjani completano quindi
una carrellata molto varia e suggestiva, che si presta sia ad un ascolto attento e meditato sia
ad un ascolto per coloro che si "lasciano andare" e cha amano atmosfere sognanti e avvolgenti.
Fabio Zannoni, L'Arena
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