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arpinaE' uscito in questi giorni per le edizioni musicali UT ORPHEUS il libro dei " Piccoli Pezzi Lirici " di mio padre, il compositore Giuseppe Alessandrini.

http://www.utorpheus.com/product_info.php?products_id=3247&osCsid=g3f6t11863cd6tpvomkr5o7oh3

     http://www.associazioneitalianarpa.it/piccoli-pezzi-lirici/

    I Piccoli Pezzi Lirici per arpa sono tredici brani espressivi e sentimentali scritti nel 2014 da mio padre,
    il compositore Giuseppe Alessandrini.
    Egli è pianista e compositore, già docente di composizione presso il Conservatorio di Verona e, naturalmen
te
    sollecitato dal fatto di avere una figlia arpista, si è interessato a questo strumento componendo
    molto sia per sola arpa, che per arpa ed altri strumenti.
    Il suo catalogo per arpa è già piuttosto numeroso, forse il più nutrito tra quello dei compositori italiani
    contemporanei: Solo per arpa (1974), Sequenza ’77 per arpa (1977), Piccola Suite per arpa (1983), Flhar
    per flauto e arpa (1987), Une Fleur per violino e arpa (1994), Une Fleur per due arpe (1994), Sonata in
    tre tempi per arpa (1998), 8 Pezzi facili per arpa (2000), Flhar n. 2 per flauto e arpa (2001), Canone n. 2
    (moto retto) per arpa o clavicembalo (2004).
    I tredici pezzi raccolti in questo volume, però, nascono non solo dalla creatività del compositore ma
    anche da una mia precisa richiesta: quella di avere finalmente un’opera didattica scritta con linguaggio
    moderno che, allo stesso tempo, permettesse agli studenti di arpa di entrare in contatto con una facile
    idea di cantabilità, di fraseggio e di espressività.
    Insegno l’arpa in conservatorio da più di trent’anni e l’esperienza mi ha insegnato che il repertorio di
    questo strumento sicuramente coglie questi due aspetti (modernità e liricità), solo però in momenti separati.
    L’invito rivolto a mio padre è stato quindi quello di concentrare in brani di facile e media difficoltà
    le esperienze dei vari Salzedo, Andres, Damase per esempio da una parte e degli ottocenteschi Bochsa,
    Thomas, Godefroid dall’altra.
    Essendo l’ultimo dei lavori scritti per arpa da Giuseppe Alessandrini, si può a ragione notare come il
    compositore, anche se non arpista, sia però grande conoscitore dello strumento e sappia sfruttare molto
    bene tutte le tecniche, mettendone in risalto le peculiarità.
    Il mio lavoro di curatrice si è quindi limitato a cercare di valorizzare ancor più, attraverso quelle che
    ho ritenuto essere le migliori diteggiature, l’obiettivo principale di questa opera: la ricerca del bel suono
    e la cura del suono legato.

 

 

 

 

 

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